Claudio Trovato Chef

La Storia

Una vita che non sta ferma.

Quarant'anni di cucina, viaggi e idee folli, raccontati in prima persona. Niente curriculum: una linea del tempo da percorrere in orizzontale, una tappa alla volta.

Mettiti comodo. Si parte dal 1978 →

La linea del tempo

Dal 1978
a oggi.

Sette tappe, quattro continenti, una sola ossessione: non annoiarsi mai.

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1978

Zafferana Etnea · Catania

Lo chef ai fornelli tra il vapore, con un cuoco della brigata

Dove tutto comincia

A vent'anni mi ritrovo nell'albergo storico di Zafferana Etnea, sulla montagna di Catania — quello della famiglia della mia prima moglie. Imparo il mestiere accanto a chef più anziani… e già non mi basta: ribalto la gestione e, sulla terrazza panoramica, apro il primo ristorante brasiliano dell'hotel. I miei primissimi azzardi fusion.

Il sacrificio si pagava. La vista, no: quella era gratis.

1988

Acireale · Sicilia

Grande spread di piatti e specialità per un evento

La ricreazione ristorativa

Torno nella mia Acireale, città del barocco, e mi invento un concetto tutto mio. Nasce la Risotteria Acese: successo immediato, ci suonano persino gli artisti emergenti. Poi «Le Follie dell'Opera», dentro un ex deposito di autobus — chiosco, palco, bancone di prodotti tipici. E infine Villa Paradiso dell'Etna: 14.000 mq di follia, tra pista di pattinaggio, due pizzerie e un ristorante da 300 coperti.

Dire di no a un'idea? Non ci sono mai riuscito.

1993

Fortaleza · Brasile

Lo chef ride con gli ospiti a una tavola sotto le luci

Mollo tutto e parto

Troppo di tutto, forse troppa esposizione. Così mollo e volo in Brasile. Fortaleza mi conquista; giro Colombia, Uruguay, Amazzonia. Apro «La Pannocchia», ristorante italiano in pieno centro. Arrivano i connazionali e mi chiedono: «Chef, e a dormire?». Affitto una villa con piscina e — senza accorgermene — invento il primo bed & breakfast della zona. Poi la Pousada Arara: dieci stanze sempre piene.

Un albergo nato per sbaglio. I migliori, di solito.

anni '90

Dakar · Kenya · le pietre

Ritratto in bianco e nero dello chef tra le palme

Non solo cucina

Mi innamoro delle pietre preziose e, per farlo sul serio, mi chiudo sei mesi in banca a studiare gemmologia: otto ore al giorno, sotto chiave. Esco perito ufficiale — «Avaliador Claudio Trovato» — e commercio pietre tra Brasile e Italia. Nel mezzo, il Club Med mi chiama a Dakar per aprire il ristorante del villaggio, e per un anno faccio lo chef di un casinò di lusso in Kenya.

Riposarsi? Mai sentita, questa parola.

2007

Malta · St. Julian's

Lo chef con due piatti di pasta

Il ritorno (quasi)

Mi riavvicino all'Europa. A Malta prendo in mano «La Dolce Vita», raffinato ristorante di pesce a St. Julian's: il Mediterraneo torna protagonista, tra pesce freschissimo e tramonti sul porto.

Il mare mi era mancato. E si sentiva, nel piatto.

2010

Firenze · Pisa · Isola d'Elba

Lo chef coordina un cuoco della brigata in cucina

Regista in Toscana

Rientro in Italia e la catena Uappala mi affida più cucine in una volta sola: divento supervisore di numerosi ristoranti tra Firenze, Pisa e l'Isola d'Elba, dentro hotel e villaggi turistici. Coordino brigate, menù e standard di qualità — la Toscana diventa la mia palestra di organizzazione.

Una cucina sola? Troppo comodo. Me ne diedero parecchie.

2015

Armenia · Qatar · Marriott

Lo chef serve un piatto agli ospiti

Da chef ad ambasciatore

Riparto col mondo, stavolta con Marriott: prima l'Armenia, poi il Qatar, dove resto dieci anni e vedo un deserto diventare metropoli, fino ai Mondiali del 2022. Al Marriott Marquis guido il ristorante «Cucina». Mi premiano come Miglior Chef Italiano del Medio Oriente e mi nominano Ambasciatore ufficiale della cucina italiana, patrimonio UNESCO.

Dieci anni nel Golfo. E un risotto che ha fatto il giro del mondo.

Il capitolo nuovo

E adesso?

La storia non è finita: ha solo cambiato continente. Mi divido tra il Messico e Venezia — e sto già pensando al prossimo azzardo.

Scopri cosa faccio adesso
1978 Oggi